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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

Lo studio: la motivazione

 La motivazione  indica quanti sforzi e sacrifici si è disposti a fare per raggiungere un determinato obiettivo. Noi siamo motivati a fare cose che ci piacciono e/o che riteniamo utili. Per questo può essere utile per motivarci quello di sedersi e pensare a tutti i possibili benefici derivanti dal fare una certa cosa.  Tra questi benefici ci possono essere quello di avvicinarsi al raggiungimento di un determinato obiettivo, ottenere una ricompensa (quale vedere un certo programma TV, fare una pausa, una passeggiata, ...) dopo aver sostenuto un certo sforzo. Anche il senso di padronanza derivante dal riuscire a fare una cosa, può essere un buon motivatore. Per cui non si devono scegliere né compiti troppo facili, perché risulterebbero noiosi, né troppo difficili perché porterebbero alla frustrazione. Tuttavia laddove ci si trovi di fronte a compiti difficili, può essere d'aiuto prima di tutto descrivere le proprie difficoltà nell'affrontare tale compito ad un oggetto. Ques...

Configurare Samba su un RaspberryPi

Questa vuole essere una guida breve ed essenziale su come configurare Samba su un Raspberry Pi Innanzitutto controlliamo che tutto sia aggiornato: sudo apt update sudo apt upgrade Quindi installiamo il software Samba sudo apt install samba samba-common-bin Supponiamo ora di voler condividere su Samba la cartella Documents dell'utente Giovanni Andiamo a modificare il file di configurazione smb.conf    sudo nano /etc/samba/smb.conf Aggiungiamo questo codice alla fine del file [raspi] path = /home/Giovanni/Documents writeable = yes browseable = yes public=no  [raspi] è il come che verrà assegnato alla condivisione. L'utente può fissarne uno di proprio gradimento, includendolo tra le parentesi quadre Per accedere a questa condivisione si userà qualcosa del tipo: \\192.168.178.115\raspi dove 192.168.178.115 dovrà essere sostituito con l'indirizzo IP del proprio Raspberry. Tale indirizzo potrà essere ottenuto col comando: hostname -I   path  è l'indirizzo della cartel...

Lo studio: l'autodisciplina

 L' autodisciplina  è l'abilità di controllare se stessi per fare impegnarsi in una determinata attività, non lasciandosi distogliere da distrazioni e tentazioni. L'autodisciplina è una risorsa limitata per cui bisogna mettere in atto delle strategie per riuscire a portare avanti i propri obiettivi, senza fare ricorso eccessivamente all'autodisciplina. Una prima strategia è quella di preparare disporre le cose in maniera da facilitare l'inizio dell'attività e di tenere lontano le distrazioni . Ad esempio di potrebbe già preparare la scrivania per il giorno successivo, lasciando aperto il libro alla pagina da cui si dovrà riprendere a studiare. Oppure si può mettere il cellulare in un'altra stanza per evitare di lasciarsi tentare. Un po' come andare al supermercato una volta alla settimana e dopo aver già mangiato per evitare di comprare troppo. La seconda strategia verte sul cambio delle proprie abitudini . Le abitudini sono dei comportamenti appresi c...

Lo studio: Apprendimento procedurale

 Oltre all' apprendimento dichiarativo in cui si apprende una nuova informazione in maniera consapevole, come ad esempio imparare un nuovo linguaggio di programmazione, c'è anche un apprendimento procedurale. L' apprendimento procedurale  avviene in maniera inconsapevole e richiede pratica. Si diventa dei buoni programmatori con molti ore di pratica. Con la pratica si intuisce rapidamente quale codice scrivere per eseguire un determinato compito o quale potrebbe essere la causa di un determinato errore del programma. Anche per diventare bravi nello studio entra in gioco l'apprendimento procedurale. All'inizio bisogna pensare a quale tecnica di studio è meglio adottare, a come svolgere un determinato compito. Col tempo tutto questo diventa automatico e intuitivo.  Per stimolare l'apprendimento procedurale in matematica si può partire da esercizi svolti e tentare di svolgerli autonomamente, limitandosi a guardare i vari passaggi solo nel momento in cui si si bloc...

Lo studio: mnemotecniche

La memorizzazione delle informazioni è importante per poter capire nuovi concetti o per risolvere problemi. Abbiamo visto che per comprendere un nuovo concetto bisogna avere le basi, cioé la memoria di lavoro deve poter recuperare informazioni dalla memoria a lungo termine, utili a poter interpretare e dare un significato alle nuove informazioni. La sola lettura, anche se ripetuta, non è efficace alla memorizzazione di nuove informazioni. Per poter ricordare, bisogna sforzarsi di ripetere (rievocare) quanto si è appreso, più volte a diversi intervalli di tempo. L'uso di mnemotecniche facilità il lavoro di memorizzazione permettendo di ripetere le informazioni un numero più limitato di volte. Tra le varie tecniche di memoria abbia: 1. L'uso di acronimi , in cui si crea una parola a partire dalle iniziali delle diverse parole che si vogliono ricordare. SpA = S ocietà p er A zioni . 2. Gli acrostici , che consistono nel creare una frase composte da parole che hanno le stesse ini...

Lo studio: memoria di lavoro e note

La memoria di lavoro  fa parte della memoria a breve termine  e svolge la funzione di mantenere ed elaborare le informazione che arrivano dall'esterno. Per fare ciò accede anche alle informazioni contenute nella memoria a lungo termine . In questo modo permette di risolvere problemi o di dare senso alle nuove informazioni che vi arrivano.  Questa memoria può contenere poche informazioni alla volta e solo per brevi periodi di tempo, per questo le informazioni contenute in questa memoria vanno collegate con quelle contenute nella memoria a lungo termine, per poterle ricordare a lungo. Per ridurre il carico di lavoro sulla memoria di lavoro e quindi aumentarne l'efficienza si possono seguire alcuni consigli: - concentrarsi sulle idee principali lasciando da parte i dettagli - dividere in materiale di studio in porzioni e iniziare a studiare i concetti più basilare e generali, per poi passare a quelli più difficili e particolari - riformulare i concetti complessi usando termi...

I social: la selezione

Per arginare il problema dei bot e dei troll sui social, ci si potrebbe avvalere dell'AI per confinare determinati utenti in spazi limitati di discussione. In questi spazi andrebbero confinati utenti che: - si limitano a risposte brevi e non articolate - diffondono notizie e informazioni falsi in maniera sistematica - usano espressioni volgari ed offensive Tutto ciò permetterebbe alla generalità degli utenti una discussione che sia effettivamente tale, e nel contempo a una determinata categoria di utenti (quelli limitati), o presunti tali, di poter anch'essi esprimersi con quanti la pensano come loro.

La politica: la partecipazione

Al fine di garantire una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica del paese, si potrebbero sfruttare maggiormente i mezzi informatici odierni. Mettendo su ad esempio un forum, con accesso riservato agli iscritti alla forza politica. In questo forum gli iscritti potrebbero fare delle loro proposte e partecipare e votare sulle proposte fatte da altri. Ovviamente dovrebbero partecipare anche i rappresentanti eletti in questi forum, aprendo la discussione su proposte di legge e posizioni da assumere in Parlamento. Va da se che il voto degli iscritti dovrebbe avere peso, dovendo il rappresentante portare avanti una proposta della base, anche se lui non la condivide. Si potrebbe mettere su anche un sistema per votare le varie cariche del partito e le candidature per cariche elettive da parte degli iscritti. Bisognerebbe permettere il voto solo a chi è attivo nelle discussioni, per evitare che ci siano iscritti fittizi per pilotare il consenso nella piattaforma. Allo stesso mo...

Lo studio: la memorizzazione

Ciò che più di tutto favorisce il ricordo di quanto si studia è studiare attivamente. Ma cosa significa studiare attivamente? Significa ad esempio svolgere in proprio degli esercizi e nel caso si abbia la necessità di vedere lo svolgimento su un libro, risvolgerli daccapo senza aiuti. Significa, inoltre, ripetere i concetti chiave di una lezione o di quanto si è letto, usando parole proprie e semplificando come si dovesse spiegare la cosa ad un bambino. Significa anche collegare le nuove conoscenze a quanto già si conosce e a quanto si apprenderà in seguito. E' importante tentare di ricordare quanto si è studiato senza consultare libri o appunti. In questo modo si avrà un feedback sul proprio grado di conoscenza e su cosa si ha bisogno di rivedere. Andando a riguardare i materiali di studio si potrà anche scoprire cosa si ricorda male e per contrasto quindi ricordare meglio.  Altre sistemi per ricordare meglio sono: - creare delle flshcard - formulare autonomamente delle domande su...

Lo studio: superare i blocchi

Possiamo distinguere due modi di funzionamento della mente: 1. modo focalizzato . In questo modo la mente è concentrata su un compito. Per esempio su qualcosa che si sta leggendo. 2. modo diffuso . Qui invece la mente vaga liberamente da un pensiero all'altro. Cosa che può avvenire mentre si svolgono compiti che richiedono una scarsa attenzione, come fare lavori domestici, passeggiare, dormire, ... Il modo focalizzato  funziona bene quando si affrontano compiti semplici o argomenti su cui si hanno solide preconoscenze. Tuttavia quando si affrontano compiti nuovi o difficili, può capitare di bloccarsi, di non riuscire a trovare una risposta, una soluzione, di non riuscire a capire un passaggio. In questi casi è utile fare una pausa, dedicandosi ad attività che richiedono una scarsa concentrazione, come una passeggiata, cenare, pranzare, ecc. Durante questa pausa  si attiva il modo diffuso  che comincia a collegare diverse informazioni che si hanno nella memoria a lungo ter...

Lo studio: la concentrazione

Quando si studia è bene farlo in un luogo dove non si verrà interrotti e dove non ci sono molte distrazioni, come persone che parlano. Può essere utile l'uso di cuffie antirumore (31dB), che danno anche un segnale visivo di non disturbare. A tal proposito è bene tenere lontane anche fonti di distrazioni, quali il telefono. Sul quale è bene impostare la modalità non disturbare, per evitare di essere attratti da varie notifiche. Una buona regola è quello di mettere il telefono in un posto lontano dalla vista e non raggiungibile. Quando la propria attenzione si sposta tra diversi compiti, una parte di essa resta legata ai compiti precedenti e questo fa calare la concentrazione rispetto al compito che si vuole svolgere. Un buon modo per migliorare la propria concentrazione è quello di adottare il metodo del pomodoro. Con questo metodo si può stabilire di studiare per un intervallo di  25 minuti e quindi di fare una pausa di 5 minuti. Questo è uno schema base che va adattato al proprio ...