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Lo studio: la motivazione

 La motivazione indica quanti sforzi e sacrifici si è disposti a fare per raggiungere un determinato obiettivo.

Noi siamo motivati a fare cose che ci piacciono e/o che riteniamo utili.

Per questo può essere utile per motivarci quello di sedersi e pensare a tutti i possibili benefici derivanti dal fare una certa cosa. 

Tra questi benefici ci possono essere quello di avvicinarsi al raggiungimento di un determinato obiettivo, ottenere una ricompensa (quale vedere un certo programma TV, fare una pausa, una passeggiata, ...) dopo aver sostenuto un certo sforzo.

Anche il senso di padronanza derivante dal riuscire a fare una cosa, può essere un buon motivatore. Per cui non si devono scegliere né compiti troppo facili, perché risulterebbero noiosi, né troppo difficili perché porterebbero alla frustrazione. Tuttavia laddove ci si trovi di fronte a compiti difficili, può essere d'aiuto prima di tutto descrivere le proprie difficoltà nell'affrontare tale compito ad un oggetto. Questo può aiutare a definire la natura della difficoltà. Ad esempio si può incontrare difficoltà perché non si hanno le basi per poter comprendere quella determinata materia. A questo punto si può decidere di partire da un livello più basso, acquisendo prima le basi da un testo più elementare, per poi ritornare allo studio del testo di partenza. 

Altre possibilità sono quelle di cercare del materiale di studio più comprensibile, cercare aiuto da altri studenti o da tutor, cercare video online sulla materia.

Anche dividere il compito in piccole parti da affrontare singolarmente può rilevarsi utile.

Laddove si dovesse ottenere un cattivo risultato da una prova vedere l'aspetto positivo della cosa, che consiste nell'avere avuto l'occasione di apprendere dai propri errori. Di capire quali sono i propri punti deboli e cosa migliorare.

Un altro modo per motivarsi è quello di fissare degli obiettivi, che possono essere a lungo termine, intermedi e a breve termine.

Gli obiettivi devono essere concreti, raggiungibili, misurabili e con una scadenza.

Voglio laurearmi non è un obiettivo.

Voglio laurearmi in ingegneria entro 5 anni, con un voto di laurea di 105 e una media del 27. Lo è.

Quello sopra è un esempio di obiettivo a lungo termine. Si può usare per stimolarci pensando a come saranno le cose quando si farà il lavoro di ingegnere, come le cose saranno diverse da adesso, come saranno superate le difficoltà odierne. Anche trovare una foto che ricorda tale obiettivo e da mettere in bella posta può aiutare a mantenere la motivazione.

Un esempio di obiettivo intermedio è quello di voler superare l'esame di analisi matematica II nella sessione di giugno, col voto di almeno 25. 

Infine, un esempio di obiettivo a breve termine può essere quello di voler studiare analisi matematica per 4 ore al giorno, 5 giorni alla settimana. O ancora più nello specifico di voler studiare 15 pagine, o una lista di determinati argomenti del programma, al giorno. Destinando a questo 4 ore.

Infine, se si riescono a individuare altri studenti, seri, con cui è possibile studiare insieme, questo può offrire due opportunità. La prima quella di restare motivati a studiare, grazie allo stimolo degli altri studenti. La seconda, quella di avere un feedback riguardo a quanto si è studiato. Cosa che ci permetterà anche di individuare eventuali lacune nella nostra conoscenza, o errore di ragionamento.

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